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QUEL LUOGO A ME PROIBITO

Elisa Ruotolo

160 pages

In un Meridione a tratti ancora arcaico, una ragazza prova a crescere nonostante un ambiente familiare soffocante, dove ogni gesto e ogni parola vengono spietatamente misurati sul giudizio sociale; dove la gioia, il desiderio, la conoscenza di sé e del proprio corpo sono luoghi proibiti. Il nido protettivo diventa nodo difficile da sciogliere. “Famiglia era questo: una messa in comune del privato, un difetto dell’autonomia, una continua chiamata in causa dell’altro, un sostenersi che diveniva peso”. Fa eccezione soltanto la nonna materna, anticonvenzionale ed estremamente vitale, da cui la nipote sente di aver ereditato il “sangue ferino”, una sotterranea spinta a spezzare i legami e a disobbedire. Questa attrazione si incarna per lei, nell’infanzia ma soprattutto nell’adolescenza, in Nicla, sua compagna di scuola, una ragazzina libera e istintiva che non teme di andare con i ragazzi. L’educazione che imbriglia il corpo, la paura del desiderio e la vergogna dell’inadeguatezza, al contrario, frenano la protagonista, che si scioglie solo nelle sue fantasie o nei libri. Tanto che la ritroviamo a quarantadue anni ancora inesperta di sé e degli uomini, ancora vergine. La sua piccolezza simile a quella di un bonsai frenato da troppi tagli e legature. Ha un lavoro e si è lasciata alle spalle il dialetto da cui proviene, quando conosce un uomo che posa la mano sul nodo più stretto. “Avevo sempre pensato che per me tutto potesse risolversi nel chiuso di una stanza o negli affetti in cui ero nata, ma Andrea ora mi dimostrava che c’era anche altro”. Si tratta di fidarsi, ma quanto coraggio serve per assumersi la responsabilità del proprio piacere?

Elisa Ruotolo scrive pagine memorabili, crude e tuttavia sensuali, nutrite di una forza poetica che continua a riecheggiare in chi legge con la naturalezza e l’intensità delle intuizioni più vere.