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PARIA

Lorenzo Marone

202 pages

Gli ultimi, gli emarginati, quelli senza voce, gli indifesi: questi sono i paria.

Sebastian e Zinetta, Gambo e Adamu, bambini innocenti che stanno già al mondo da colpevoli. All’interno delle Icam, carcere di detenzione attenuata, scontano la pena per un reato che non hanno commesso. Sono i figli di madri detenute, costretti a trascorrere la vita in gabbia perché alternative non hanno. Sono la schiera dei perdenti, nati col cappio al collo, come prima i genitori, in un ingranaggio che non si ferma, e che vuole che gli ultimi restino ultimi. Non c’è per loro altra strada percorribile se non quella tracciata dalla vita del rione, da amicizie sbagliate, decisioni pericolose. Senza volerlo, senza forse saperlo, si fanno a poco a poco prigionieri di un destino già segnato.

I paria sono però anche fuori, sono gli adulti che non riescono a fare della propria vita ciò che vogliono, gli incompiuti, i vessati, chi nelle giornate ci sta da prigioniero, pur senza sbarre alle finestre. I tanti che per pigrizia, o poco coraggio, s’incatenano a una quotidianità magra, a vivere perennemente fuori contesto.

Esistono bambini oggi costretti a crescere in una cella, a causa di una legge incompleta.

Ci sono persone la cui esistenza è un carcere continuativo, come per Miki, il bel secondino che spera d’innamorarsi, come per Greta, la psicologa, che aspetta una rivincita, o come per Miriam, che alla vita dichiara guerra, perché altro non sa fare.

Di questi e di quelli tratta il romanzo.

Degli sventurati, confinati a combattere senz’armi per tentare di togliersi alla galera che gli è spettata per nascita.

Nell’aprile del 2021 ho visitato l’Icam di Lauro, in provincia di Avellino. Lì ho conosciuto Sebastian, che mi venne vicino subito, per sapere il mio nome, e ho visto Zinetta, dietro alle sbarre. Lì ho capito che avrei potuto scrivere la loro storia, che non è questa, ma sono certo che in qualche modo le somiglia, perché́ alcune vite fanno sempre gli stessi giri.