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Un libro di verica delle notizie dedicato a ragazzi/e dai 12 ai 15 anni, da fruire in maniera autonoma.

Facendo leva sul desiderio di autonomia dei giovani lettori, verrà proposto un percorso di analisi ed approfondimento del fenomeno delle "bufale" - dalla storia fino all'attualità, nei vari settori di interesse per i ragazzi - e delle modalità di diffusione dell'informazione online, con un particolare accento sui meccanismi di guadagno nascosto (monetario o in termini di influenza sull'opinione pubblica) sottesi alla viralizzazione delle notizie.

Utilizzando un linguaggio semplice e diretto, i lettori verranno poi accompagnati in un percorso di verica delle notizie per gradi successivi: dalla distinzione tra dati/fatti e pregiudizi/opinioni, all'analisi delle fonti, all'individuazione delle "bandierine rosse" di allerta anti-bufala, agli strumenti-base per la verica dei siti web, dei profili social (molto importante anche per l'intercettazione di profili fake utilizzati in caso di truffa o in ambito pedopornografico), delle immagini e dei video.

La parte conclusiva sarà dedicata ad una riflessione sulla comunicazione via social, ispirandosi in parte al "Manifesto della comunicazione non ostile", e alle conseguenze - per chi condivide oppure per chi è al centro della "bufala" - della condivisione indiscriminata di notizie non vericate, con esempi ancora una volta legati al mondo degli adolescenti.

Un testo di questo tipo riempirebbe un vuoto importante nella attività di media literacy diffuse a livello nazionale e non solo, fino ad oggi improntate alla fruizione delle notizie sui media tradizionali e alla guida nella creazione di articoli o servizi giornalistici (il "giornalino di classe" e attività multimediali ani). Pur essendo esposti in maniera costante all'informazione e all'intrattenimento online, e nonostante la dimestichezza con gli strumenti digitali, i millennials non hanno sviluppato in parallelo uno spirito critico in grado di guidarli nella gestione consapevole di questo patrimonio. È necessario, dunque, fare leva sul loro desiderio di autonomia e di emancipazione per spronarli ad un'analisi dei meccanismi e delle modalità di fruizione della Rete, sviluppando così gli anticorpi necessari per contrastare il dilagare della "post-verità" ma anche per arginare fenomeni preoccupanti quali bullismo.