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Gabriela Jacomella

Foto dell' autrice: GABRIELA JACOMELLA
Gabriela Jacomella

Dopo il diploma scientifico, si trasferisce a Pisa con una borsa per la Scuola Normale, classe di Lettere e Filosofia. Come tutti i normalisti, conclude il corso di studi con il diploma (70/70) in SNS e la laurea con lode all'Università di Pisa, con una tesi sul cinema delle cooperative comuniste nella Repubblica di Weimar.

Arriva al Corriere della Sera, nell'estate 2002, con uno stage post laurea. Nel 2004 viene assunta a tempo indeterminato alla redazione Interni. Negli anni al Corriere si occupa di educazione e università, temi sociali, diritti umani ed esteri (con la copertura estiva della sede di corrispondenza di Berlino). Nel 2008 e nel 2010 prende due aspettative per frequentare la Summer school in International Human Rights Law della Oxford University/Georgetown University, e per una Fellowship al Reuters Institute for the Study of Journalism, Oxford University. La sua ricerca si concentra sui media europei e la disinformazione sul tema migratorio.

Nel 2011, dopo nove anni, lascia la posizione al Corriere per dedicarsi al lavoro da freelance, come consulente nell'editoria (mi occupo, tra le altre cose, delle ricerche di archivio e sul campo, soprattutto negli USA, per la biografia autorizzata di Oriana Fallaci) e formatrice per giornalisti nei Paesi in via di sviluppo. Nel 2012/2013 vive e lavora in Sud Sudan, fino allo scoppio della guerra nel dicembre 2013.

Durante il conflitto sudsudanese, i social media e le fake news hanno contribuito in maniera sostanziale al rafforzarsi delle tensioni etniche e delle tendenze genocidarie, ricoprendo lo stesso ruolo rivestito dalle radio nel massacro ruandese (tra cui Radio Milles Collines, l'unico media mai portato di fronte al Tribunale Penale Internazionale). E' stata la presa d'atto di questo meccanismo, unitamente all'osservazione del fenomeno sempre più dilagante delle "bufale" o "fake news" nei media nostrani, a portarla alla decisione di fondare la prima associazione italiana (e non solo) dedicata all'educational fact checking, vale a dire alla divulgazione - a livello scolastico, e non solo - degli strumenti base necessari per la verifica delle notizie.

Factcheckers è nata ufficialmente in seguito alla sua partecipazione a Global Fact 3, la terza conferenza mondiale dei fact checkers organizzata da Poynter Institute e Duke Reporters' Lab a Buenos Aires. Nel corso degli ultimi mesi sono intervenuti in atenei italiani e stranieri (dalla Normale di Pisa all'università di Reading, UK), sono diventati scapola del programma educativo per l'International Fact Checking Day (2 3 4 aprile 2017), hanno inaugurato una rubrica fissa su Focus Junior e collaborano stabilmente con Stefano Moriggi e Paolo Ferri (Università degli Studi Milano-Bicocca) per la creazione di un programma avanzato di media literacy e fact checking destinato alle scuole superiori. Tra i prossimi appuntamenti che vedranno la loro partecipazione, con workshop e conferenze, l'International Journalism Festival di Perugia e LINK-Festival del Buon Giornalismo di Trieste.